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La Valle del Cervaro

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La Valle del Cervaro, è situata tra l'Appennino Meridionale Campano ed il Subappennino Dauno, tra le province di Avellino e Foggia. La valle deve il suo nome all'omonimo fiume che l'attraversa; questo nasce sulle pendici del monte Monte Grossateglia (987 m s.l.m.) nel territorio di Monteleone di Puglia per poi sfociare, dopo aver attraversato la piana pugliese, nel Golfo di Manfredonia.

Geograficamente la valle corre in direzione sudest–nordovest dalle sorgenti del Cervaro fino all’altezza di Savignano Irpino, marcando a tratti il confine tra Puglia e Campania. A questo punto vira, assumendo direzione ovest–est, addentrandosi nel territorio pugliese per terminare tra i comuni di Bovino ed Orsara di Puglia, dove il Subappennino Dauno digrada nel Tavoliere delle Puglie. Il territorio della valle risulta particolarmente impervio nella parte bassa dove assume in molti tratti la forma di una stretta gola.

La Valle del Cervaro si inerpica tra i comuni di Ariano Irpino, Greci, Montaguto, Savignano Irpino e Zungoli nell'avellinese e quelli di Bovino, Monteleone di Puglia, Orsara di Puglia e Panni nel foggiano. I comuni che rientrano nell'avellinese, ad eccezione di Ariano Irpino, aderiscono tutti alla Comunità Montana dell'Ufita, mentre quelli del foggiano alla Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali.

L'alta valle del Cervaro si caratterizza per le vaste coltivazioni cerealicole, che nella parte bassa lasciano spazio a boschi e terreni incolti.

Storicamente si ritiene che nel 1142 Ruggero II d'Altavilla abbia tenuto le seconde Assise di Ariano tra le località della “Ferrara” in Savignano Irpino ed il bosco di Difesa Grande ad Ariano Irpino.

La valle del Cervaro è in parte attraversata dalla SS 90 delle Puglie e dalla linea ferroviaria Napoli-Foggia. Le condizioni delle vie di comunicazioni sono, comunque, pessime, nonostante si tratti dell’unico passo di collegamento tra Campania e Puglia. L’area risulta, di fatto, difficilmente raggiungibile ed attraversabile. Si pensi che attualmente la SS 90 viene continuamente chiusa e riaperta al traffico a causa di un imponente movimento franoso. La difficile accessibilità di questo territorio ha limitato di molto il suo sviluppo, lasciandolo ancora fortemente ancorato alle attività legate al settore primario. Se si guarda l’andamento demografico dei comuni interessati, infatti, si può notare come l'emigrazione abbia svuotato interi paesi, soprattutto sul versante pugliese.